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Vi hanno diagnosticato l'osteoporosi?

Pubblicato il 08/10/2019

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L'osteoporosi è una malattia che colpisce l'apparato scheletrico. Si caratterizza da una bassa densità minerale e dal deterioramento del tessuto osseo. Questa situazione porta, conseguentemente, ad un aumentato rischio di frattura (in particolare di vertebre, femore, polso, omero, caviglia) per traumi anche minimi.

È inoltre una malattia multifattoriale, su cui incide la ridotta capacità di assorbimento intestinale, la menopausa, la scarsa esposizione ai raggi solari e l’utilizzo di alcuni farmaci.

Ci sono delle sostanze nutritive che fanno bene alle ossa. Scopriamo insieme quali sono.

Calcio per prevenire l’osteoporosi

Innanzitutto dobbiamo smentire la diceria che il latte fa bene alle ossa. Se la sua utilità nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza è fuori discussione, il consumo in età adulta, per prevenire le fratture, non ha un’evidenza scientifica.

Gli studi mostrano che le donne che assumono il latte quotidianamente mantengono lo stesso rischio di sviluppare fratture ossee che corre chi non lo beve o ne beve molto poco.

Un buon apporto di calcio non si ottiene con il consumo esagerato di latte e formaggio ma con un’alimentazione varia.

Il calcio è presente anche nei vegetali: in particolare ne sono ricchi i semi di sesamo, le noci, le mandorle, i cavoli e i legumi.

Anche l’acqua, in particolare quelle calciche, ad elevato contenuto di calcio ne sono una buona fonte.

Vi ricordo di ridurre il sale da cucina e gli alimenti ad elevato contenuto sodico (salumi, affettati, dadi da brodo, alimenti conservati in scatola o in salamoia ecc.) poiché se in eccesso, fanno aumentare l’escrezione urinaria di calcio.

Vitamina D per prevenire l’osteoporosi

La vitamina D è una vitamina liposolubile che contribuisce a mantenere normali i livelli di calcio nel sangue agendo come regolatore del metabolismo del calcio. Pertanto è utile nell’azione di calcificazione delle ossa.

La vitamina D è scarsamente presente negli alimenti, l’unica eccezione è data dall’olio di fegato di merluzzo. La "benzina" più efficace per stimolare la produzione di vitamina D è l'esposizione della pelle alla luce del sole.

In questo modo si innesca un meccanismo per cui più siamo esposti al sole (con le dovute protezioni), più vitamina D sintetizziamo, maggiore sarà l’assorbimento di calcio a livello intestinale e renale e migliore sarà la salute delle nostre ossa.

La terapia farmacologica per l’osteoporosi

La supplementazione della vitamina D va consigliata quando nell’organismo ve ne sia una carenza effettiva, non come trattamento universale al di sopra di una certa età.

Le donne in menopausa, gli anziani con una diagnosi di osteoporosi e chi ha già avuto delle fratture dovrebbero ricevere un trattamento adeguato a base di farmaci come i bifosfonati, il denosumab e il teriparatide, oltre la supplementazione di vitamina D. Chiedete consulto al vostro medico curante!

In definitiva, il toccasana per l’osteoporosi non è il latte ma seguire un’alimentazione varia, bere tanto ed esporsi al sole!

dott.ssa Ilaria Carelli biologa nutrizionista

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