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Esami di controllo da fare dopo i 60 anni

Pubblicato il 25/06/2019

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La Terza Età, come sappiamo, non è più considerata l’ultima fase della vita e i sessantenni e i settantenni di oggi, complici i progressi medico-scientifici e l’adozione di abitudini più salutari, sono molto diversi da quelli di venti o trent’anni fa. Anzi, non sono quasi più definibili “anziani”, tanto che si parla ormai di Quarta Età per indicare le persone che hanno raggiunto (e superato) la soglia degli ottant’anni.

Detto questo, rimane il fatto che il corpo umano è sottoposto a un naturale processo di invecchiamento e, dopo il compimento dei sessant’anni, è consigliabile effettuare check up ed esami periodici. Ecco quali sono i principali e perché sono così importanti per gli over 60.

La MOC

Acronimo di Mineralometria Ossea Computerizzata, la MOC è uno degli esami più consigliati per chi ha compiuto sessant’anni, perché serve a valutare il quantitativo di calcio presente nelle ossa. Invecchiando, infatti, le ossa sono soggette a una progressiva demineralizzazione, che dà luogo all’osteoporosi, uno dei disturbi più frequenti tra gli anziani.

La MOC è indicata soprattutto per le donne in menopausa, poiché, con la scomparsa del ciclo mestruale e della produzione ormonale associata, diminuisce anche il livello di calcio nelle ossa.

Visita ginecologica e PAP test

Le donne over 60 dovrebbero sottoporsi con regolarità anche alle visite ginecologiche, effettuando periodicamente il PAP test, un esame che si esegue a partire da quando inizia l’attività sessuale e che serve a individuare tempestivamente un eventuale tumore del collo dell’utero, anche se non si accusano particolari sintomi.

Da quando è stato introdotto il PAP test, la mortalità per tumore alla cervice uterina è drasticamente diminuita: per questo è importante recarsi regolarmente dal proprio ginecologo di fiducia, che, insieme alla visita generale ai genitali interni ed esterni della donna, eseguirà anche il PAP test; i risultati dell’esame vengono solitamente inviati alla paziente circa 10-14 giorni dopo la visita. 

Ecografia transvaginale

Nella lista di esami da effettuare dopo i 60 anni figura anche l’ecografia transvaginale, il cui scopo è verificare lo stato di salute dei genitali interni della donna. Si tratta di un esame assolutamente non invasivo e indolore, che viene eseguito inserendo una piccola sonda in vagina, collegata a un apparecchio provvisto di un monitor, su cui il medico visualizza la regione anatomica interessata.

L’ecografia transvaginale è fondamentale per individuare la presenza di patologie (benigne o maligne) dell’ovaio e dell’endometrio, nonché la presenza di eventuali polipi o fibromi uterini

Mammografia ed ecografia

Ecografia mammaria e mammografia, contrariamente a quanto possa sembrare, sono in realtà due esami differenti: la prima, eseguita con la tecnologia ad ultrasuoni, è utile soprattutto per una valutazione della struttura fibrosa e adiposa delle mammelle, permettendo di individuare un’eventuale mastopatia fibrocistica o la presenza di fibroadenomi (noduli benigni di natura fibrosa; la seconda – che è un esame radiografico – consente invece di verificare se nella mammella sono presenti micro-calcificazioni o noduli ed è indicata soprattutto per le donne sopra i 40 anni (e dunque anche over 60), poiché hanno mammelle in involuzione. 

Visita cardiologica

Con l’aumento dell’età anagrafica, cresce anche il rischio di sviluppare patologie a livello cardiovascolare. Per questo, dopo i 60 anni, è consigliabile effettuare periodicamente anche una visita cardiologica, soprattutto in presenza di sintomi come affanno, dolore al torace, sincopi o una sensazione diffusa di stanchezza e debolezza.

Grazie a questa visita, il cardiologo è in grado di valutare lo stato di salute del cuore, individuando eventuali problemi come ipertensione, scompensi cardiaci, cardiomiopatia e patologie delle valvole cardiache. La visita cardiologica, inoltre, è necessaria anche per i pazienti cardiopatici, che hanno protesi valvolari o pacemakers, per controllarne la corretta funzionalità.

Visita urologica

Per quanto riguarda gli uomini over 60, è molto importante sottoporsi regolarmente a una visita urologica, utile soprattutto in termini di prevenzione. Secondo le stime, infatti, i due tipi di tumore più diffusi tra gli uomini sono quello ai testicoli e quello alla prostata.

Da non dimenticare anche patologie benigne come la calcolosi urinaria o l’iperplasia prostatica benigna e le disfunzioni sessuali, tutti disturbi che possono essere facilmente individuati (e curati con efficacia) proprio grazie alla visita urologica. La frequenza con cui effettuare la visita varia in base a fattori come l’età (per questo è indicata per chi ha superato i 60 anni), la familiarità e la presenza di sintomi specifici.

In collaborazione con il Centro Politerapico Polidiagnostico di Monza

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