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Diabete? Una buona colazione per cominciare!

Pubblicato il 11/06/2019

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Nonostante l’ormai ampia disponibilità di farmaci in grado di controllare adeguatamente l’evoluzione metabolica del diabete mellito, e di ridurre il rischio delle sue complicanze, anche un corretto approccio nutrizionale nella gestione clinica del paziente diabetico è di fondamentale importanza ed è supportato da una vasta letteratura scientifica. Scopriamo insieme quali sono le strategie dietetiche migliori.

Che cos’è il diabete?

L’organismo è formato da milioni di cellule che hanno bisogno di energia per funzionare, a questo scopo gli alimenti sono trasformati in uno zucchero detto glucosio, il cui assorbimento produce un innalzamento del livello di glucosio nel sangue; tale aumento stimola alcune cellule del pancreas, le isole di Langerhans, a immettere nel sangue l’insulina, l’ormone che favorisce l’ingresso di glucosio nelle cellule.

Il diabete mellito è una condizione clinica caratterizzata da un alterato metabolismo degli zuccheri che, a lungo andare, può determinare una serie di danni d’organo anche gravi.

Si tratta di una malattia cronica caratterizzata da livelli di glucosio nel sangue più elevati rispetto alla norma (iperglicemia), a causa di un’adeguata (o assente) produzione dell’ormone insulina (e in questo caso di parla di diabete di tipo 1) o di una scarsa capacità dei tessuti di utilizzare l’insulina stessa (in questo caso di tratta di diabete di tipo 2).

Come si cura?

Oltre alla terapia farmacologica, i due fattori su cui concentrarsi per uno stile di vita corretto sono alimentazione e attività fisica.

Le norme per una giusta nutrizione di un diabetico non sono molto diverse da quelle consigliate a chiunque, ma bisogna prestare attenzione a:

  • Quanti pasti fare: 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) + 2 spuntini. Se fare una buona colazione permette di tenere sotto controllo la glicemia media durante tutto l’arco della giornata,  gli spuntini servono per prevenire le ipoglicemie e per evitare di arrivare troppo affamati all’ora di pranzo.

  • Quali alimenti evitare: lo zucchero, il miele e tutti gli alimenti che li contengono (torte, pasticcini, biscotti, frollini, brioche, gelatine, budini, caramelle), bevande zuccherate, salumi e insaccati, salse, grassi di origine animale (panna, strutto, lardo, burro,…).

  • Quali alimenti preferire: carni magre (manzo, vitello, pollo, tacchino, coniglio), pesce (limitare il salmone, tonno, spada perché sono più grassi), uova, legumi, verdura.

  • Quale colazione fare: un bicchiere di latte e 1 o 2 fette biscottate oppure 1 yogurt con 1 cucchiaio di cereali.

  • Quanta frutta mangiare: come la verdura contiene vitamine, sali minerali e fibra però, essendo anche ricca in zuccheri, è consigliabile non superare il quantitativo giornaliero di 400 grammi. Evitare il consumo dei frutti più zuccherini (uva, fichi, cachi); qualora lo si facesse è consigliabile dimezzare la quota giornaliera. Consumarla durante gli spuntini.

  • Quali primi piatti scegliere: scegliere sempre cereali integrali (pasta integrale, riso integrale, pane integrale, orzo, farro, miglio, amaranto, quinoa, ...). Per evitare picchi glicemici è meglio consumarli ad ogni pasto principale, dimezzando la dose giornaliera consigliata.

  • Quale condimento preferire: Olio extravergine di oliva preferibilmente a crudo in quantità limitata da 2 a 4 cucchiai nella giornata.

  • Quali bevande scegliere: acqua minerale, limitare il consumo di vino (1-2 bicchieri durate il pasto), evitare gli aperitivi e i super alcolici.

Infine prestate attenzione ai prodotti per diabetici (es. cioccolato, biscotti, pane,…): sono spesso ricchi in grassi per cui non sono controllabili dal punto di vista calorico.

dott.ssa Ilaria Carelli biologa nutrizionista

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