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Operazione alluce valgo: post operatorio

Published on 21/06/2018

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Operazione alluce valgo: il post operatorio è di fondamentale importanza per la riuscita dell’intervento. La chirurgia è la terapia più efficace e duratura per la cura dell’alluce valgo ma se nelle fasi di convalescenza post chirurgica e di riabilitazione del piede non si prestano le adeguate accortezze si rischia di perderne ogni beneficio.

Innanzitutto, capiamo in cosa consiste l’alluce valgo: si tratta di una condizione patologica che colpisce il piede apportando una distorsione dei rapporti tra la prima falange dell’alluce e il primo metatarso. Le due ossa vanno a creare un angolo ottuso a livello dell’articolazione che li unisce, sul lato interno del piede. Si determina così un’infiammazione della borsa articolare e a gonfiore che a sua volta provoca:

  • Disfunzione motoria, dovuta all’alterazione dell’anatomia;

  • Dolorabilità, dovuta alla sollecitazione meccanica dei tessuti e ai fenomeni infiammatori locali che si instaurano;

  • Ipercheratosi, un ispessimento della cute, dovuto allo sfregamento della protrusione articolare con le calzature;

Se il malato non si dovesse rivolgere a un professionista per delle cure mediche specifiche, la patologia si potrebbe aggravare ed espandere arrivando a provocare lesioni ossee, ulcere cutanee e ripercussioni posturali tra cui lombalgia, rigidità dell’anca e ginocchia valghe. Un’ulteriore complicanza potrebbe essere il secondo dito a martello, una patologia spessissimo riscontrata insieme all’alluce valgo: la deviazione dell’alluce blocca l’estensione del secondo dito e l’immobilizzazione prolungata determina ossificazione delle cartilagini articolari e fusione delle falangi del secondo dito. Tutto ciò causa dolorabilità e problematiche osteocutanee che rendono necessario un intervento chirurgico di ricostruzione, spesso programmato ed eseguito insieme a quello di correzione del valgismo.

I rimedi possono essere:

  • Conservativi. L’ utilizzo di farmaci (antidolorifici e antiinfiammatori), l’evitare abitudini e atteggiamenti che sovraccaricano il piede (tacchi alti e posizione eretta), i trattamenti fisioterapici, l’impiego di calzature comode, plantari ortopedici e ortesi fatte su misura. Con queste pratiche si allevia la sintomatologia, ma i problemi strutturali del piede non vengono risolti.

  • Chirurgici. In questo caso invece si agisce sul problema alla radice riposizionando e rimodellando nelle loro forme fisiologiche ossa, tendini e legamenti. L’intervento ha una durata breve, generalmente si fa in regime di day hospital (senza ricovero) e l’anestesia viene limitata alla sola gamba interessata. La fase post-operatoria invece ha delle tempistiche molto più lunghe: per alcune settimane il piede deve rimanere bendato e a riposo completo. Una volta rimossi i medicamenti, inoltre, il piede deve venire accompagnato nella riacquisizione della sua funzionalità da gessi di supporto o, ancora meglio, da tutori e scarpe ortopediche (come le scarpe Talus), che non costringono la parte anteriore del piede e permettono una ridistribuzione del peso corporeo sulla parte posteriore.

Operazione alluce valgo post operatorioLa fase post-chirurgica è delicatissima, ed è durante essa che le ossa e i legamenti si consolidano: ciò deve avvenire nelle condizioni in cui sono stati lasciati dal medico in sala operatoria. Il periodo riabilitativo può richiedere diversi mesi, ma i benefici sono duraturi e migliorano di molto la qualità della vita del paziente.