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La perdita della memoria negli anziani

Pubblicato il 13/10/2020

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L'invecchiamento è un processo fisiologico che interessa tutti noi. Per questo non c’è da preoccuparsi se, arrivati a una certa età, alcune funzionalità del nostro organismo, a livello cognitivo, comportamentale ed emotivo, subiscono un piccolo rallentamento. In una situazione normale, la personalità nel complesso resta stabile, così come il linguaggio e le abilità visuo-spaziali e di ragionamento, mentre tendono a diminuire la percezione, la velocità con cui si elaborano le informazioni, la capacità di attenzione e concentrazione e la memoria, soprattutto per quanto riguarda il fatto di imparare nuove cose o di ricordare eventi accaduti di recente.

Esiste tuttavia anche una perdita di memoria patologica, definita come deterioramento cognitivo.

Perdita della memoria negli anziani e alterazioni del comportamento

Il decadimento cognitivo o demenza senile comporta la comparsa di due principali categorie di sintomi, quelli cognitivi e quelli comportamentali. Tra i primi sono incluse la perdita della memoria e le difficoltà a orientarsi e a parlare correttamente; per quanto riguarda le alterazioni del comportamento, invece, l’anziano può assumere atteggiamenti bizzarri oppure diventare più aggressivo o irascibile.

Con il procedere del deterioramento cognitivo, l’anziano diventa sempre meno autonomo, fino ad arrivare a una condizione di totale dipendenza.

I tipi di memoria

Prima di prendere in esame le cause che possono portare al decadimento cognitivo e di conseguenza alla perdita della memoria negli anziani, così come le eventuali misure preventive da mettere in atto per scongiurarne la comparsa, è bene evidenziare che esistono diversi tipi di memoria. La memoria sensoriale è quella che riguarda gli stimoli che ci provengono dai cinque sensi e che ci permette di ricordare cosa ci piace o ci fa bene e cosa no. Per esempio, se tocchiamo un ferro caldo, grazie alla memoria sensoriale sappiamo che così facendo ci si scotta e non ripeteremo quindi quel comportamento in futuro.

Oltre alla memoria sensoriale, esistono anche quella a breve termine e quella a lungo termine: la prima si riferisce alle esperienze recenti, mentre la seconda riguarda gli episodi più “vecchi” della vita. Solitamente, negli anziani la memoria a lungo termine permane, mentre quella a breve termine viene meno: molti di loro, quindi, sono in grado di ricordare con precisione avvenimenti passati, ma magari si scordano cosa hanno mangiato il giorno prima.

Le cause della perdita della memoria negli anziani

Con l’avanzare dell’età, il rallentamento dei processi fisiologici può determinare un calo della memoria, in particolare quella a breve termine. In questo caso non c’è da preoccuparsi, perché si tratta di un fenomeno del tutto normale. In altre situazioni la perdita della memoria può essere causata da ansia, stress e depressione, come per esempio capita quando persone abituate a lavorare e a essere attive vanno in pensione e, in mancanza di particolari hobby, si ritrovano con poco o nulla da fare, sviluppando stati emotivi negativi che possono portare a una diminuzione della memoria.

Qualora invece la perdita della memoria negli anziani si accompagna a vuoti, amnesie, stati confusionali e alterazioni del comportamento è consigliabile consultare un neurologo, perché la causa potrebbe essere una vera e propria patologia, come per esempio il morbo di Alzheimer o la demenza dei corpi di Lewy, che determinano una progressiva degenerazione del tessuto cerebrale accompagnata dalla perdita di neuroni. La perdita di memoria patologica può anche essere originata da una malattia infettiva, come per la demenza di Creutzfeld-Jacob, oppure dall’esposizione a sostanze tossiche o, infine, da eventi traumatici.

Perdita della memoria: come prevenirla

Neurologi e psicologi sono concordi nell’affermare che, con l’esercizio e l’adozione di uno stile di vita sano, è possibile prevenire o comunque rallentare il processo di diminuzione della memoria negli anziani. Seguire una dieta equilibrata, ricca di sali minerali e vitamine e povera di grassi, così come tenersi in forma, coltivare degli interessi, leggere e dilettarsi con i cruciverba sono piccole azioni quotidiane che tutti possono mettere in pratica e che possono fare la differenza per mantenere la mente attiva anche con l’avanzare dell’età.

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